LOCALIZZAZIONE

Isola d'Ischia e Golfo di Napoli

PERIODO

1999 - in corso

PUBBLICAZIONI

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Quali sono le ceramiche e le anfore prodotte a Ischia (e/o a Napoli)?

Dove e quando le anfore hanno circolato?

Quali sono i tipi? Quali i bolli? Quali gli impasti?

Sono solo alcune delle domande a cui si è cercato di dare una risposta con il lavoro effettuato sull’isola.

 

La ricerca è avanzata ma non è ancora conclusa, ciononostante è possibile cominciare a ricostruire la produzione di anfore a Ischia e nel Golfo di Napoli. Caratteri morfologici dei recipienti, particolari tecnologici, modo di bollare, impasti dalle caratteristiche ricorrenti, reiterazione di alcuni bolli o l’associazione di due nomi su di uno stesso bollo, lasciano intravedere una produzione ampia e articolata, forse distribuita tra più officine e destinata a contenere il vino dell’isola.

 

Uno degli scopi iniziali dell’indagine sulle anfore di Ischia è stato l’individuazione e la caratterizzazione, anche in laboratorio, delle greco italiche della zona, studiate sulla base dei bolli in greco, dei tipi e degli impasti rinvenuti, col fine di indagare le problematiche di carattere storico ed economico collegate a tali contenitori.

In una seconda fase, le ricerche sono state ampliate agli esemplari afferenti allo stesso tipo provenienti da alcuni siti e relitti della Sicilia e del Mediterraneo occidentale per verificare l’eventualità di una origine comune.

In particolar modo, uno dei risultati più significativi ottenuti nel corso della ricerca è stato l’attribuzione al Golfo di Napoli delle anfore greco italiche facenti parte dei carichi dei relitti eoliani Filicudi F e Secca di Capistello: grazie allo studio svolto, infatti, è stato possibile chiarire le dinamiche della circolazione di vino nel periodo compreso tra la fine del IV e la prima metà del III secolo a.C.

 

Lo studio delle anfore ischitane ha di recente interessato anche altri tipi di produzione locale (forme A, B, a collo cilindrico, SOS), risalendo nel tempo fino all’età arcaica, sulla scorta delle prime ricerche effettuate da G. Buchner e D. Ridgway, N. Di Sandro, F. Durando e J.-C. Sourisseau.

 

È in corso inoltre uno studio sulla produzione delle anfore Dressel 1 e 2/4 in area campana (in particolar modo Pompei e Campi Flegrei). Le ricerche del progetto, condotte nell'ambito della tesi di dottorato di A. Razza, sono finalizzate alla ricostruzione delle dinamiche produttive di queste forme anforiche e della loro distribuzione in alcuni importanti siti campione (come Ostia e Roma). A tal fine, il progetto intende incrociare dati archeologici (tipologici ed epigrafici) con quelli di tipo archeometrico (sono state e verranno campionate anfore bollate in diversi siti) con lo scopo di identificare le aree d'origine delle officine produttrici.

 

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Anfore prodotte a Pithekoussai conservate nel Museo di Villa Arbusto.

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Copertina del volume Olcese, "Le anfore greco italiche di Ischia: archeologia e archeometria", 2010.

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Esemplare di anfora greco italica da Ischia (da Olcese, "Le anfore greco italiche di Ischia: archeologia e archeometria", 2010, p. 55).

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Scarti di fornace di anfore greco italiche da Ischia (da Olcese, "Le anfore greco italiche di Ischia: archeologia e archeometria", 2010, p. 30).