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LE INDAGINI NELLA ZONA DI FONDI |
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La ricognizione del territorio di Fondi, coordinata da G. Olcese ed effettuata da collaboratori e studenti (Università di Roma “La Sapienza”, cattedra di Metodologia della ricerca archeologica), in accordo con la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio, nasce da un progetto che intende indagare in maniera sistematica le aree di produzione delle anfore e la produzione del vino nel Lazio meridionale tra il IV secolo a.C. e il I secolo d.C. Fondi è situata in un comprensorio agricolo che produceva vini molto apprezzati: il Cecubo e il Fondano. |
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| Il territorio di Fondi |
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Vista della piana di Fondi |
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La ricchezza della produzione vinicola, dalla fine del III-inizi II secolo a.C. fino alla prima età imperiale, è testimoniata dal rinvenimento di grandi quantità di frammenti di anfore, tra cui anche scarti di lavorazione, in tre siti della piana di Fondi: Canneto, Monte S. Biagio e Torre S. Anastasia.
La ricognizione di settembre 2006 si è focalizzata sulla verifica delle aree di produzione precedentemente segnalate (Hesnard-Lemoine 1981); era mirata anche a una migliore conoscenza e caratterizzazione (tipologica, epigrafica e archeometrica) delle anfore prodotte. Ulteriore scopo del lavoro è stabilire collegamenti tra l’area di Fondi e i carichi di alcuni relitti rinvenuti in area tirrenica centro- meridionale, nel sud della Francia e in Spagna.
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| Concentrazione di materiali di superficie nel sito di Canneto |
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Anfora frammentaria rinvenuta nel sito di Canneto |
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Bibliografia
Lugli 1940, 28; Callender 1965, 219; Hesnard 1977, 157-159; Hesnard 1978, 42-45;
Hesnard, Lemoine 1981, 244-245; Hesnard et alii 1989, 35-65; Storchi Marino 2002, 33-41; Di Fazio 2006. |
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